Ed ora presidente Zaia, sarebbero gradite due argute parole sul “Naziland” a Recoaro

di Paolo M. Minciotti, #politica

Dopo avere recitato il de profundis a Salvini, immaginiamo apprezzatissimo nella frangia che si ritiene civilizzata ed istituzionale della Lega che Zaia rappresenta, lontana da quella becera e agitatrice di Salvini, Luca Zaia deve, o almeno dovrebbe, dare alcune spiegazioni su quella cosa chiamata museo realizzata nel bunker di Recoaro… Quello che fu scelto dal comandante supremo delle forze tedesche in Italia, il feldmaresciallo Kesselring.

UN parco tematico è un parco tematico, e un museo è un museo, quello che sta sui coglioni, crediamo il Governatore Zaia sarà d’accordo con noi, è trovare guide turistiche che indossano uniformi delle SS.

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha già rimediato la sua pessima figura,  pubblicando nella sua pagina istituzionale di Facebook un post riguardante il museo salvo cancellarlo immantinente pubblicando al suo posto una specie di post giocherellone: Zaia Uber Alles. Nemmeno questo particolarmente apprezzato. Spiace dirlo con tanta chiarezza proprio noi che spesso, anche in privato e con la chiarezza di chi non voterà mai la sua parte politica, abbiamo speso parole di stima nei suoi confronti cercando di dimenticarci la sua frase sui cinesi che mangiano i topi vivi, con altra precipitosa retromarcia. Non vivendo a Venezia sorvoliamo sul Mose. Che anche lì ci sarebbe qualcosa da dire a volerlo dire. Ma la vicenda Galan ha già raccontato di suo.

Ad esempio potrebbe informarsi sul come mai la cosa è nata lì, sul perché dei prezzi (Ingresso a 5 euro per gli adulti e gratuito sotto i 14 anni quasi fosse un corso di formazione), e renderci edotti sulle ragioni dell’esistenza di simile luogo. Certo dovrebbe farlo, ma lui è bravo, cercando di non scontentare l’augustissima consigliera di Fdi che cantava Faccetta Nera a La Zanzara e che in occasione del 25 aprile è solita ricordare i caduti nazisti invece degli italiani e degli ebrei bruciati vivi nei forni. Certo Zaia questa storia se l’è dovuta ingoiare, qui ciò che successe, complici i troppi impegni. Insomma anche su Naziland Zaia parli chiaro come su Salvini.

E’ un evoluzione che all’interno del contorto rapporto leghista con la trasparenza e la verità farebbe tanto bene anche a Zaia. Lo diciamo con tutta la stima possibile.

 

(12 settembre 2021)

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