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Per Galeazzo Bignami c’è “stata la sinistra”, in soldoni, dietro il licenziamento di Donna Venezi

Galeazzo Bignami è la fantasia al potere, e lo è ancora di più quando prende in carico la difesa d’ufficio di Beatrice Venezi, recentemente messa alla porta dal sovrintendente Nicola Colabianchi, che fino a prova contraria non è un pericoloso comunista, cimentandosi nell’ennesimo esercizio di distrazione di massa. Si tratta di una difesa di Donna Venezi che Galeazzo Bignami ha ripetuto dal 2022 in diverse occasioni: “Beatrice Venezi è brava e giovane. Fino ad oggi ha pagato non essere figlia di musicisti e non essere di sinistra. Noi ci batteremo sempre per una nazione in cui chi è bravo può andare avanti anche se non è di sinistra”. Il solito bla bla bla sulle capacità. E se si parla di capacità, basta guardare ai recenti fatti in capo, ad esempio, al ministero della Giustizia per rendersi conto di cosa intendono in via della Scrofa, per capacità e preparazione.

Il capogruppo del primo partito italiano, quello che governa il Paese, esprime la presidente del Consiglio, occupa ministeri, viceministeri, sottosegretari, presidenze di commissione, capi di gabinetto, vicecapi di gabinetto, presidenze di Regione, consiglio d’amministrazione Rai, conduttori e conduttrici, con quelli bravi che emigrano su altre reti, continua a dire la stessa cosa – l’ultima volta il 28 aprile 2026 in un’intervista a Radio Radicale realizzata da Lanfranco Palazzolo, ribadendola in alcune dichiarazioni a Montecitorio, riprese da numerose testate italiane. Insomma Galeazzo Bignami ci tiene e farci sapere che quelli di destra sono perseguitati. Deve essersi dimenticato che il Sovrintendente e direttore artistico de La Fenice è un uomo gradito alla destra, che il ministro Giuli sulla questione non ha detto muh limitandosi a dichiarare di fidarsi dell’operato di Nicola Colabianchi e a tirare in ballo l’amicizia con Meloni, nella famosa intervista a La Nación che l’ha suicidata, è stata la stessa Venezi che ha tacciato un’intera orchestra di uno dei teatri più prestigiosi del mondo di nepotismo, dopo che il Sovrintendente Colabianchi ha dichiarato al Fatto Quotidiano di avere visto Venezi “una sola volta in sette mesi”.

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No. Non ha pagato per “non essere di sinistra”. E’ stata scelta da destra, mollata da destra, scaricata pubblicamente da destra per consentire a Bignami di dare la colpa alla sinistra. Più di destra di così difficile trovarli.

 

 

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(29 aprile 2026)

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