I “peones” di Forza Italia alla corte di Brugnaro. Berlusconi: “Dove vanno con Brugnaro?”

di Daniele Santi #Politica

E’ grande fuga fa Forza Italia, per entrare nel nuovo esperimento politico “Coraggio Italia” (che peggio non può andare, ndr) del Sindachissimo veneziano Brugnaro che è andato ad ingrossare le fila dei partitini personali alla Toti. Il Fondatore è affranto: “Dove vanno con Brugnaro?”, si chiede dall’esilio dorato che impedisce persino di partecipare ai processi.

Da nessuna parte, o buon Silvio, o meglio: vanno dove andavano con Forza Italia, ad occupare una poltrona che garantisca un ottimo stipendio, una pensione e quel minimo di potere che i partiti personali garantiscono. Il potere di ubbidire per convenienza al grande capo. Perché i peones si accontentano di poco.

Poi succede che tradiscano per nuove lungimiranti avventure che richiedano coraggio, e anche un po’ di faccia tosta. Scrive l’Adnkronos che Silvio Berlusconi avrebbe tentato fino all’ultimo di dissuadere gli azzurri pronti a lasciare il suo partito personale per ‘Coraggio Italia’, partito personale di Brugnaro. Proprio “adesso che Forza Italia è al governo, è forte, è un errore andar via”, parrebbe avere detto l’Eterno di Arcore. E avrebbe sottolineato che andarsene significherebbe “indebolire il partito azzurro appena tornato in maggioranza con il governo Draghi di unità nazionale”.

Una triste storia tutta italiana, protagonisti un poltronificio, un ascensore sociale, e un ricco uomo d’affari, chiacchieratissimo, che un tempo fondò un suo partito personale promettendo miracoli. Fino ad ora l’unico miracolo è la sua ricchezza. L’Italia, da quando è arrivato lui, sta sempre peggio. Poi arrivò Brugnaro. Che è quello che mancava.

 

(28 maggio 2021)

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