“Non vengo da una famiglia di musicisti. E questa è un’orchestra nella quale i posti si passano praticamente di padre in figlio. Io non appartengo a una famiglia di musicisti, sono donna, ho 36 anni, sono la prima donna direttrice della Fenice e voglio rinnovare”, l’intervista al quotidiano argentino La Nación dell’ormai ex direttrice Venezi, ha scatenato un putiferio portando, di fatto, all’interruzione della collaborazione.
E dopo questa dichiarazione la Fondazione veneziana ha annunciato ufficialmente l’interruzione di ogni futura collaborazione con la direttrice d’orchestra con una dichiarazione del sovrintendente Nicola Colabianchi, al quale il ministro Giuli ha rinnovato la fiducia, “nell’interesse del Teatro e della città di Venezia”.
Dopo giorni di tensione e difficoltà interne, e dopo la dichiarazione infelice di Venezi, la decisione finale che chiude un capitolo dopo che la RSU del teatro aveva definito le sue affermazioni “false, gravi e offensive”, respingendo fermamente l’affermazione che vuole i posti in orchestra frutto di trasmissione familiare dei ruoli rivendicando la selezione dei professori esclusivamente attraverso concorsi pubblici internazionali, fondati su merito e rigore professionale.
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