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martedì, Dicembre 6, 2022

Quasi 3 milioni di arrivi e 11,5 milioni di presenze: l’estate da record del turismo trentino

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di Redazione Trento

Una stagione davvero da primato, che ha bruciato anche il precedente record del 2019, l’anno del boom turistico pre-pandemia. Un “lunga” estate (maggio-ottobre) da incorniciare per il turismo trentino che in questo 2022 ha centrato i risultati da fenomeno, degni di quelli degli atleti del Festival dello Sport. Quasi 3 milioni di arrivi certificati (per la precisione 2.834.940) e addirittura 11,5 milioni (11.498.303) di presenze certificate. Significa rispettivamente 165.844 arrivi (+6%) e ben 507mila presenze (+5%) in più sul 2019. Che diventano +29% e +20% sul “lontano”, si fa per dire, 2015.

A dirlo sono i dati elaborati da Trentino Marketing e forniti dall’Ispat, Istituto di statistica della Provincia autonoma di Trento, presentati il 16 novembre nella sede di piazza Dante dall’assessore provinciale al turismo Roberto Failoni assieme all’amministratore delegato di TM Maurizio Rossini.

Guardando alla provenienza, ad aumentare sono sia le presenze degli ospiti internazionali (passate da 4.449.384 nel 2019 a 4.540.698 nel 2022) che quelle degli ospiti italiani (da 6.541.737 a 6.957.605 nello stesso intervallo), prova di un gradimento diffuso per le mete trentine.

La classifica degli ambiti territoriali per crescita sul 2019 vede prima l’Alpe Cimbra (+13%), seguita da Fassa (+9%) e a pari merito con un +7% il Garda trentino (il re del turismo trentino con quasi un terzo delle presenze totali) e la Paganella. Poi ci sono Trento (+4%), Fiemme e Valsugana (2%), Madonna di Campiglio (1%), col segno meno Primiero (-4%), Rovereto e Val di Non (-2%), Val di Sole (-1%). Ma le percentuali negative sono ribaltate nel raffronto con l’anno scorso, che vede tutti gli ambiti in salita e proietta al primo posto Trento (+27%) seguita da Valsugana (+23%), Garda (17%).

Importante per leggere anche i dati apparentemente in negativo è il dato sulla rimuneratività dell’offerta, che aumenta, con un ricavo medio in B&B salito dai 118 euro del 2019 ai 130 del 2021 e ai 142 del 2022. Con picchi fino a 180 euro in agosto quest’anno, mese che ha visto un leggerissimo calo di presenze sul 2019 (-0,3%), tuttavia più che compensato dal sostanziale aumento dei ricavi. Significa in generale che il sistema turistico trentino può vantare una maggiore qualità dell’offerta e della sua remunerazione.

È un successo anche la destagionalizzazione. Maggio totalizza un +4% sul 2019, giugno un +9%, settembre un +14% e l’ottobre appena concluso un +11% che è un ulteriore fiore all’occhiello e un elemento positivo anche in vista della prossima stagione invernale. Rispetto al 2021 poi maggio e giugno ottengono un ottimo risultato, segno che la stagione estiva 2022 è partita presto e bene. Informa un comunicato stampa della Provincia Autonoma di Trento.

 

(17 novembre 2022)

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