La Trieste dei “camalli furiosi” divenuta capitale dei contagi (tranquilli, è colpa nostra)

di Giovanna Di Rosa, #Trieste

La Trieste dei “camalli furiosi”, dopo avere cambiato strategia venti volte, dopo avere ottenuto l’incontro con il ministro Patuanelli che riferirà in Consiglio dei Ministri, più che un impegno è una promessa di “riferire” che non vuol dire nulla in termini di azioni, si trova ad essere diventata capitale dei contagi.

Si tratta, naturalmente, di notizie faziose proposte da canali informativi mainstream, al servizio del governo dittatoriale che toglie la parola alla gente – e meno male che gliela toglie, perché mai come oggi ho sentito levarsi tante grida scomposte in faccia a telecamere di organi dittatoriali – e che seminano il terrore sulla base di morti che non sono mai esistiti, parola di urlatore francese venuto a dar manforte, in diretta televisiva in questo stato dittatoriale, agli urlatori triestini.

Insomma non c’è da preoccuparsi, è colpa nostra.

Contiamo tra i nostri collaboratori persone che hanno perso famigliari e amici per quella roba lì che i morti non ci sono, io stessa ho avuto amici gravemente malati che ho visto per mesi via webcam intubati e no, ma devo essermi sognata tutto ciò che ho visto e sentito perché morti non ce ne sono stati, è stato tutto un complotto e viviamo in dittatura.

Vorrei dunque che gli intellettuali, profondi conoscitori della scienza e della virologia, nonché fini ed astuti politici capaci di interpretare soltanto la realtà che alberga nelle loro povere teste commentassero oggi la notizia che arriva dall’Austria. Il governo di quel paese ha infatti deciso che se l’epidemia dovesse peggiorare scatterà il lockdown solo per i non vaccinati, guariti esclusi misura che supera di gran lunga in liberticidio l’innocuo Green pass italiano trasformato in strumento dittatoriale dagli estremisti neofascisti di Forza Nuova che si sono impossessati delle proteste di piazza. Tant’è vero che saggiamente le manifestazioni di Trieste, ultimo baluardo dei No Vax e ora città più contagiata d’Italia, sono state tutte sospese: perché anche nel buio della ragione più assoluto, una pur fioca luce a volte si accende. Di solito è sempre troppo tardi…

 

(23 ottobre 2021)

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