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L’investitore del 13enne di Verona denuncia una spedizione punitiva: “In 30 bendati, urlavano “ti ammazziamo” e “torneremo”

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Erano naturalmente tutti di colore, benché “la maggior parte con il volto travisato da bandane e t-shirt”, il che facilitava evidentemente l’identificazione come uomini di colore, e gridavano “ti ammazziamo” e “torneremo”. Così, nel racconto raccolto dall’avvocato di Begalli (che essendo in arresto non può comunicare con l’esterno fatta eccezione per il suo legale) è l’avvocato Massimo Dal Ben.

“In quel momento il mio assistito si trovava nella casa della compagna insieme al figlio minorenne della donna, è stato un autentico raid punitivo, gridavano di volerlo uccidere” scrive il Corriere del Veneto; “Begalli e il ragazzo hanno cercato in ogni modo di bloccare la porta dall’interno per impedire a quelle persone di buttarla giù. Il mio cliente adesso ha la spalla dolorante, alla fine quegli uomini se ne sono andati sentendo che Begalli stava chiamando i carabinieri. Hanno promesso che sarebbero tornati presto a riprenderlo e che non finiva lì, ora sia il mio cliente che il minore che ha vissuto la terribile esperienza insieme a lui sono impauriti e terrorizzati, non sanno come proteggersi e temono che quelle persone tornino presto, magari di notte”.

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L’uomo che ha denunciato l’aggressione, “tutti di colore” ma “travisati da bandane e t-shirt” alle 18.10 del pomeriggio, in agosto e in piena luce, si trova ristretto su ordine del gip ai domiciliari dove tuttora si trova per omicidio stradaleomissione di soccorso e fuga. La vittima aveva 13 anni, di origine ghanese, e minore. Anche lui. Chris Obeng Abom, è stato travolto alle 21.34 di lunedì 31 luglio dalla Renault Espace dell’artigiano, che non ha prestato soccorso.

Lunedì mattina Begalli aveva appena ottenuto dal gip di poter scontare l’arresto nell’abitazione della compagna, che risiede sempre a Negrar.

 

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(9 agosto 2023)

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