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martedì, Dicembre 6, 2022

La Lega torna alle origini: insegnare il veneto nelle scuole

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di Daniele Santi

La Lega dell’obsolescenza e del ritorno alle palafitte ha varato la sua proposta vincente. A Roma, il governo-ombra di Salvini ha infatti presentato una sua personale proposta di riforma [sic] della scuola dell’obbligo, perché le menti si plasmano da giovani, tornando all’antico adagio dell’insegnamento del veneto nelle classi del Veneto.

Non ci si crede mica a quella proposta lì, ma tocca provare l’impossibile per far recuperare alla Lega di Salvini il terreno che continua a perdere nei confronti di Meloni. E se la Lega che comanda in Veneto è quella di Zaia e non quella di Salvini, poco importa. L’importante è continuare a bloccare il parlamento italiano con proposte inutili, atte solo a farsi pubblicità, cercando di rimediare a quella figuraccia delle ultime politiche dove Fratelli & Sorelle d’Italia hanno doppiato la Lega nelle preferenze dei cittadini.

Così mentre l’Italia è uno dei paesi con la più bassa percentuale di cittadini che parlano l’Inglese (e quelli che parlano come lo parlano!!!) dalla Lega la geniale proposta di tornare al dialetto. C’è tanto di proposta di Legge con 18 firme leghiste: primo firmatario è il salviniano d.o.c. (come se ci fosse stato da dubitarne) sottosegretario al Mise e padovano, Massimo Bitonci, seguono Alberto Gusmeroli, presidente della Commissione Attività produttive, Ingrid Bisa, Dimitri Coin e un altro veneto ancora, Gianangelo Bof. In governo-ombra si schiera. Meloni batta un colpo: ci sono un sacco di riformisti pronti a soccorrerla.

 

(17 novembre 2022)

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