di Paolo M. Minciotti

I supercampioni della nazionale che hanno miseramente messo in scena l’ennesimo tonfo di un mondo tronfio, artefatto, gonfiato e in ultima analisi, inutile persino per se stesso, avevano chiesto 300mila euro – ci si augura non per ognuno delle loro inutili teste [cit.] – per partecipare ai Mondiali, nel caso avessero superato la Bosnia (e vista l’entità della richiesta e la protervia del pensiero semplice: io valgo tanto, non rimane che sganasciarsi dalle risate). Poi il destino cinico e baro ha deciso altrimenti e l’Italia è fuori dai Mondiali per la terza volta in tre edizioni a meno che non ci si inventi una spintarella dell’ultimo momento.
Insomma era questione di soldi. La richiesta sarebbe arrivata prima della finale contro la Bosnia, poi persa miseramente ai calci di rigore; i baciati da dio e da tutti gli sgrammaticati che vanno a gridare come ossessi allo stadio, si sarebbero intascati oltre 10mila euro a testa che corrisponde, lo diciamo a chi fa un finanziamento per pagarsi l’abbonamento allo stadio a rate, più o meno a un anno di stipendio (quando va bene) di una persona qualsiasi che segua il calcio. A evitare l’inoltro dell’esosa richiesta non solo la meritata eliminazione, ma anche il parere di Gattuso – che ha sconsigliato i giocatori dal proseguire con la sconsiderata richiesta cercando, senza successo, di riportare il focus sul campo.
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Leggi l'articolo →La notizia è riportata da Il Fatto Quotidiano che cita una retroscena pubblicato da Repubblica (i soliti pettegolezzi di poveri comunisti). Saremmo tentati di scrivere che sarebbe l’ora di svuotare gli stadi, ma non ci aspettiamo tanto.
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