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sabato, Gennaio 28, 2023

La “prodezza” del graffitaro pazzo sulla Facciata della Basilica del Redentore alla Giudecca. Che stiano intervenendo?

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di Redazione Cronaca

Si può parlare soltanto di follia, follia iconoclasta o delirio da acido, per definire la prodezza della scorsa notte (tra il 15 e 16 maggio) che ha portato il graffitaro pazzo a lasciare ai posteri il suo personale capolavoro sulla facciata della Basilica del Redentore alla Giudecca a Venezia. Un’opera di Andrea Palladio, risalente al 1570 circa e costruita quale tempio votivo in ringraziamento per la fine della pestilenza, come quella della Salute (Baldassarre Longhena 1630 c.a).

Quando non c’è rispetto per la cultura, quando si deturpa invece di conservare, quando l’istinto distruttivo prende il sopravvento sul rispetto per la vita – e l’arte celebra la vita e non la morte – non si prepara un gran futuro. E al di là di tutto questo, si tratta di un gesto inqualificabile.

Alcuni anni fa, un folle prese a martellate le statue nelle nicchie della facciata della stessa Basilica che evidentemente deve provocare reazioni inconsulte nelle menti deboli.

foto: Emilio Campanella

Secondo il nostro Emilio Campanella che monitora la situazione e che è passato davanti alla Basilica del Redentore (foto in basso) imbrattata da un ignoto graffitaro-pazzo qualcosa parrebbe essere accaduto, ma non se ne coglie lo scopo… Il colore fucsia sembra essere stato qua e là, sbiancato, forse a coprire la formula (algebrica?) sovrascritta a scopo deturpazione. Non sembra si siano ammazzati di fatica. Con tutto il rispetto

(16 maggio 2022, ultimo aggiornamento 17 maggio 2022)

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