di Daniele Santi, #Politica
Secondo la procura di Bergamo il ministro Speranza “non chiese di far cadere nel nulla il report che evidenziava le falle italiane” e il ministro non è indagato. Lo scrive Repubblica. Si sgretola così anche la campagna anti-Speranza montata ad arte dai Fratelli coltelli d’Italia e da Salvini per poter dire, nel caso di un avviso di garanzia, noi l’avevamo detto. Speranza non è indagato.
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Insomma la procura vuole vederci chiaro e cercare di capire, con certezza, cosa successe a Bergamo e perché non venne istituita la famosa “zona rossa” a Bergamo, e chi volle mettere a tacere le “falle” del “sistema Italia”, così definisce la faccenda Repubblica, che conferma che l’ipotetica quanto inesistente iscrizione nel registro degli indagati del registro Speranza è appunto tale, solo una speranza di chi usa la politica come clava e di chi vuole quella poltrona, quella della Sanità, essendoci in ballo un sacco di soldi. Altro che “centomila firme raccolte per farlo dimettere”… (che nessuno ha mai visto).
Della questione bergamasca e delle disgraziate dichiarazioni ed improvvide misure della Regione Lombardia, compresi i tardivi approfondimenti di Gallera di leggi esistenti, abbiamo abbondantemente scritto su Gaiaitalia.com Notizie Milano e lì vi rimandiamo.
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(21 aprile 2021)
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