Brugnaro, Coraggio Italia e l’antica usanza italiana del conflitto d’interessi

di Giancarlo Grassi, #politica

Parte bene il nuovo progetto della coppia Brugnaro-Toti “Coraggio Italia” che i sondaggi danno tra lo zero virgola alto e l’uno virgola basso; il padre fondatore-imprenditore-sindaco Brugnaro, di quella destra che il veneto vota ad orecchie chiuse e bocca aperta a gridarne le gesta ha un problemuccio. Brugnaro corre tra Venezia e Roma ed è facile che qualcosa gli sfugga, ad esempio una serie di accuse per conflitto d’interessi che lui definisce “Ridicole”.

Si discute di un terreno, il terreno del Pili, che sta a ridosso del Ponte delle Libertà, un pezzo di terra mica da ridere che sta proprio lì – guarda l’occhio scaltro dell’imprenditore dove arriva – a guardare l’ingresso a piazzale Roma e al centro storico della città dalla terraferma. Su questo terreno – scrive Repubblica, ma tutta la stampa nazionale se ne sta occupando – di proprietà del Brugnaro imprenditore il Brugnaro sindaco di Venezia, nuovo salvatore della patria con il suo partito “Coraggio Italia” dal nome che più che un’idea politica dà il senso del resistere alla sfiga, ha intenzione di costruire un nuovo terminal d’accesso turistico. Suoi suoi terreni che il Brugnaro imprenditore, fondatore dell’agenzia per il lavoro Umana, ha acquistato quindici anni fa, per circa 5 milioni di euro.  Perché per prevedere il futuro ci vuol coraggio. “Coraggio Italia”, appunto.

Scrive ancora Repubblica che la “società proprietaria dell’area dei Pili è la “Porta di Venezia” della galassia Brugnaro: società inserita in un blind trust nel 2017, così come le altre società dell’Umana Holding, ma proprietaria di terreni su cui a decidere è il Comune”.

 

(8 settembre 2021)

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