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HomeIl CommentoSveliamo un segreto al governo Meloni: anche gli Italiani uccidono

Sveliamo un segreto al governo Meloni: anche gli Italiani uccidono

Non se la prenda a male, ministro Piantedosi, nessuno ce l’ha con lei. Si tratta solo di una informazione che prendiamo direttamente dalla cronaca spicciola, quella di tutti i giorni. E siamo tra quelli che non vorrebbero commentare notizie che parlano di un agente di polizia locale che ammazza un 25enne straniero con un colpo alla tempia chissà perché.
Né scrivere con leggerezza di un governo che sembrerebbe pensare che a delinquere siano solo gli stranieri e che invece di occuparsi di sicurezza oltre la propaganda manganella studenti innocui (dieci minorenni feriti, ricorderà) o regala inutili leggi contro i rave – vera piaga [sic] nazionale – e poi dà la colpa della mancanza di sicurezza ai governi precedenti dopo che governa dal 2022.

Serve ricordarlo anche alla particolare sensibilità del governo di cui fa parte, e dell’augusto dicastero affidato alla sua indubbia competenza attento anche ai dettagli più insignificanti – persino a trasformare in reato le azioni di quegli sconsiderati che addirittura mettono in pericolo la loro vita per salvare quelle di chi crepa in mare, quando si dice avere attenzione per gli altri.

Ebbene, ci costa darle una notizia: anche gli italiani, in questo caso un italiano che sul nostro territorio rappresenta la legge, un agente della Polizia Locale di Venezia, per capirci, possono uccidere (vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, naturalmente) e qui casca la propaganda che vuole lo straniero colpevole e l’italiano vittima. Perché vede, in questo caso il 25enne vittima, morto ammazzato con un colpo alla tempia era straniero e l’assassino per il quale vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, è italiano
Come la mettiamo adesso con tutta la propaganda che è stata costruita dal governo di cui anche lei fa parte e che certamente non la trova d’accordo – lei si è limitato a dichiarazioni di natura differente come l’aulica “la disperazione non può giustificare condizioni di viaggio che mettono in pericolo la vita dei propri figli”, ci fosse stato lei quando gli italiani colonizzavano Stati Uniti e Venezuela (esportando anche mafie e malaffare), avrebbero avuto altro destino – evitando le solite cantilene e responsabilità in fuga di cui questo governo è specialista?

E’ un destino amaro quello del governare mentre intorno imperversa l’ingratitudine, quasi quanto il vivere per bisogno o per voglia in un altro paese dove nessuno ti vuole tra i piedi, dove vieni incolpato, vessato, sfruttato, maltrattato e dove sei colpevole a prescindere, mentre sui reati degli indigeni cala il silenzio.
Lei è una persona di valore, valore oscurato dalla troppa propaganda governativa e certamente capirà e sarà d’accordo che un morto ammazzato, straniero o italiano, è comunque una vergogna nazionale. Che coinvolgerebbe, volendo smetterla di voler dare la colpa agli altri, tutto un paese. Governo incluso.

 

 

(8 gennaio 2026)

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