Maurizio Landini riesce a compattare CGIL, Meloni e Salvini contro il governo: davvero un capolavoro

di Giovanna Di Rosa, #politica

Se la CGIL ha cambiato colore e tonalità ce lo faccia sapere il segretario Landini, al quale il nuovo look con occhiale da intellettuale un po’ agé non dona nemmeno troppo, perché poi il look deve fare i conti con l’eloquio (volgarotto), l’accento (non ne parliamo) e i contenuti confusi e rissosi. Ecco così introdotto l’ennesimo capolavoro del Landini leader della CGIL che in un colpo solo è riuscito a compattare contro il governo Draghi il suo sindacato e la leaderessa Meloni, con l’augusto endorsement di Matteo Salvini. Non c’è che dire; un’opera d’arte prontamente fiutata dalla CISL che ha detto: “No, grazie. Sciopero niente. Noi non ci stiamo”.

Ci riesce molto difficile comprendere le ragioni di questo sciopero generale che, siamo convinti, sfuggano anche allo stesso Landini e che farebbero sospettare, se avesse un senso, che lo sciopero lo abbia deciso Salvini. O almeno suggerito. Così lo sciopero politico del Landini solitario sembra essere la scelta suicida in tempi di Covid di un’aspirante ledaer di una sinistra che vede solo lui, che ha come risultato di compattare Meloni e la Lega attorno ad uno “sciopero sbagliato”, come ha detto qualcuno (ma cambieranno idea non appena ci sarà l’opportunità di smarcarsi, perché queste sono le destre). Lui si accorge dello scivolone e corre ai ripari: proclamiamo lo sciopero ma discutiamo per evitarlo. Una grande stratega. Darebbe fastidio dover dare ragione a Renzi anche stavolta.

Che a sinistra, in quell’area vetero-marxista del pochissimo virgola poco, ci sia bisogno di un leader è anche vero, e si spiegherebbero gli occhiali, ma non vorremmo mancassero gli argomenti vista la peculiare caratterizzazione dei tempo verbali del Nostro. Scherzi a parte, questo sciopero a chi serve? Siamo al sindacato populista che nasce mentre il populismo reale segna il passo? Tocca pur essere al passo coi tempi. Ma questo sciopero, repetita juvant, a chi serve?

Non serve agli operai, non serve alla ripresa, non serve al governo, non serve a spartirsi una torta, spacca il sindacato, non serve alla CISL, sposta la CGIL a destra, fa comodo a Fratelli d’Italia e alla parte leghista del sindacato di Landini. Ma poi cambieranno le dichiarazioni, i toni, ci saranno mezzi passi indietro e tutto tornerà più o meno come prima. Anche a sciopero fatto.

 

(8 dicembre 2021)

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