Di Battista sgomita: “Credo che alcuni dirigenti del M5S abbiano il dovere morale di farsi da parte”

di Daniele Santi, #Politica

In un intervento politico ripreso dall’Adnkronos di rara unt rarissima banalità, il già Che Guevara de noantri ne ha per tutti dall’alto della sua statura [si] di statista del pentastellutismo, di reporter, giornalista e scrittore per lo più incompreso – solcando egli, che è vicino all’assoluto, cieli che a noi mortali sono sconosciuti – ed indimenticabile deputato del M5S sul quale movimento oggi sputa sentenze, come se lui non ci fosse stato là, dove pensavano di osare le aquile, poi trasformatesi in capponi a dimostrazione che i miracoli il M5S li sa fare. Soprattutto in video, chiedete a Grillo…

Commenta su tutto lo scibile, il Di Battista, a partire dal no alle Olimpiadi di Roma nelle quali il suo “no” tonante da ex meccanico al servizio del popolo ha contato molto. Un “No” alle Olimpiadi ” che “credo che abbia salvato dei conti claudicanti in virtù delle amministrazioni precedenti, a cominciare da quella Veltroni”, mentre invece è noto che i conti di Roma li ha salvati Virginia Raggi delle Funivie.

Poi va in profondità l’autore di libri indimenticabili: “Penso che il medagliere che ci deve inorgoglire non debba essere confuso con i conti e con le questioni economiche” perché anche se a lui le Olimpiadi piace moltissimo vederle “per i conti delle amministrazioni è molto meglio che si facciano altrove”: le Olimpiadi. Non sappiamo se lo dica come rappresentante di un partito il cui reddito di cittadinanza è finito a mafiosi, carcerati, a gente che non ne aveva diritto e la cui straordinaria [sic] invenzione dei navigator sono stati la peggior iattura che il pentastellutismo poteva regalare – e che lui ha votato, insieme a Salvini, prima di dimettersi in polemica con chi non era d’accordo con lui.

Poi comincia a sgomitare, perché bisogna pur farsi spazio: “Credo che alcuni dirigenti” (del Movimento 5 stelle) “abbiano il dovere morale di farsi da parte” perché Di Battista si è accorto che il M5S ha perso voti, allora lui che oltre che dio è anche amministratore, può finalmente dire che “chi ha gestito un’impresa che perde un fatturato sostanziale si dovrebbe da mettere da parte con molta umiltà”.

Stupisce che non dica lo stesso a Virginia Raggi.

Poi parla di Conte, che il Dibba che parla lo spagnolo con l’accento romano, che tocca pur distinguersi, definisce “un socialdemocratico, una persona moderata… Mi ha sempre rispettato” quasi a sottolineare che bisogna avere qualità umane per riuscirci. Chapeau… Poi battute sul governo dell’assembramento, come lo chiama lui. Quindi un po’ di incenso a Meloni, non si sa mai si liberi un posto in Fratelli d’Italia.

Eccolo il verbo del politico più preparato che la storia d’Italia ricordi, secondo solo a Paragone, quello che ha detto “Potrei rientrare nel M5S se uscissero dal governo Draghi” dando senza volerlo una chiarissima spiegazione del perché il M5S in quel governo ci rimane, ripreso dall’Adnkronos.

 

(10 agosto 2021

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